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Massimo Asero

Incapace di continuare a starsene con le mani in mano, come ad essere pensionato iperbaby o cassaintegratofetale, nasce con certo anticipo a Catania il 17 Ottobre 1966, rivelando ben presto il proprio mancinismo. Il suo sguardo fulminante e la sua simpatia travolgente fanno sì che quella sua “naturale devianza” sia benevolmente sopportata da genitori ed insegnanti…

Miope, con lo sport è amore a prima vista… Pratica atletica, basket, nuoto, calcio: mens sana in corpore sano, gli suggeriscono occasionali maestri, per lo più pasticcieri, sempre più in forma…a modo loro…

Cova che ti ricova, si laurea in giurisprudenza, con la preziosa lode di amici e parenti, elaborando, impenitente, e discutendo, una tesi sul diritto alla diversità!

In breve, la diversità non è l’anima del commercio né delle società di massa e tuttavia sembra in grado di sopravvivere e in parte contrastare l’uno e l’altra… Si è davvero stranieri anzitutto a sé stessi, per dirla con la Kristevà, e ri-valutando questa categoria oltre la sua stessa matrice concettuale?

Abilitatosi all’esercizio della professione forense presso il Foro di Catania, consegue successivamente il titolo di dottore di ricerca in diritto pubblico presso l’Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi sul tema: Costituzione e revisione della Costituzione. Riflessioni introduttive ad uno studio sui limiti alla revisione costituzionale nella costituzione italiana.

Si pone ancora tante domande e combatte, con la ricerca di un dialogo perenne, la strisciante tendenza a ritenere di avere una risposta per ciascuna ma nessuna per tutte.

Est modus in rebus? C’è un ordine, al di là del caos che le lenti del Diritto permettono di scorgere nella polis globale dei nostri giorni così travagliati?

Si è occupato particolarmente di “riabilitazione della filosofia pratica”, rinvenendo nell’invito di Hannah Arendt anche il senso di un autentico atteggiamento cristiano, e ad ogni modo di un processo identitario veritativo che coniuga necessariamente dimensione individuale e collettiva della esistenza umana, affermando la inevitabile continuità di pensiero e azione, obnubilata da ogni “proposta” totalitaria: quello che propongo è niente altro che pensare a ciò che facciamo.

Fondatore del sito homoweb.it, “il web…a misura d’uomo”, intende trasporre, a livello di una auspicabile comunità on line, i temi della ricerca della identità umana, e ritiene necessario in tale direzione ri-costruire la unità concettuale delle scienze pratiche, rifeudalizzando, per renderli fertili, gli ambiti epistemologici propri del diritto, della politica e della economia, attraverso una adeguata valorizzazione dell’etica, principio ispiratore di ogni unità che a quelle scienze si voglia attribuire, ed invece ormai troppo spesso vittima sacrificale dei fini di ogni “politica” cui manca qualsiasi teleologico interesse verso il bene comune

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