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	<description>Comunità online e identità umana</description>
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		<title>Ma le stelle stanno a guardare? (terza e ultima parte)</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 08:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pianeti Quanti sono i pianeti? E quanti sono stati? E’ una domanda importante, dato che sempre più spesso si sente dire che “la Luna in quarta casa indica che… ma Marte in quadratura equilibra…”. Al di là dei termini tecnici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/costellazioni_zodiacali.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-424" title="costellazioni_zodiacali" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/costellazioni_zodiacali.jpg" alt="" width="500" height="436" /></a>Pianeti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quanti sono i pianeti? E quanti sono stati? E’ una domanda importante, dato che sempre più spesso si sente dire che “la Luna in quarta casa indica che… ma Marte in quadratura equilibra…”. Al di là dei termini tecnici (che peraltro non conosco) nelle descrizioni astrologiche è presente un certo numero di oggetti del Sistema Solare (non tutti pianeti, per inciso) che avrebbero un certo peso in base alla loro mutua posizione e a quella assunta nei confronti delle costellazioni. Per un lunghissimo periodo questi corpi celesti sono stati solo sette: Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno. Sebbene Urano fosse talvolta visibile ad occhio nudo nessuno si era sognato di identificarlo come pianeta. Quindi per lunghi secoli l’influsso degli ultimi pianeti è stato di fatto ignorato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1781 Friedrich Wilhelm Herschel, un musicista astrofilo tedesco trasferitosi in Inghilterra, scoprì Urano casualmente, mentre era alla ricerca di stelle doppie. Secondo me, nessuna scoperta viene fatta realmente per caso: il caso mette lo scopritore in contatto con la scoperta, ma se non c’è abilità nel leggere i dettagli e utilizzarli, la scoperta non avviene. E’ proprio il caso di Urano, che era già stato osservato circa un secolo prima, nel 1690, da John Flamsteed, fondatore e primo direttore dell’Osservatorio di Greenwich. Incaricato di creare un catalogo di stelle, classificò Urano come la trentaquattresima stella della costellazione del Toro. La riosservò successivamente anche qualche decennio più tardi, senza rendersi conto che stava guardando un pianeta. E James Bradley, Astronomo Reale successore di Flamsteed, annotò l’osservazione di Urano come una stella diversa da quella osservata da Flamsteed, visto che nel frattempo il pianeta si era spostato. Ma non notò che la stella di Flamsteed non era più al suo posto, altrimenti qualche sospetto lo avrebbe avuto. Herschel, invece, notò che l’oggetto che stava guardando non era una stella, data la forma a disco assunta al telescopio: la classificò prima come cometa e poi lo riconobbe come pianeta, che chiamò Georgium Sidus, ossia stella di Giorgio, in onore di re Giorgio III, che poi gli finanzierà diverse iniziative di carattere astronomico. La comunità scientifica di allora, però, preferì il nome del dio greco Urano.</p>
<p style="text-align: justify;">La scoperta del pianeta successivo, Nettuno, fu un esempio di ricerca scientifica. Indipendentemente tra loro, Urbain Leverrier e John Couch Adams, uno francese e l’altro inglese, compirono dei calcoli sistematici  sulla traiettoria di Urano. Già dal 1830 si erano evidenziate delle anomalie nel moto di questo pianeta e nel 1846 i dati si erano accumulati fino a consentire di predire una posizione per il pianeta sconosciuto che perturbava il moto di Urano. Mentre Adams venne snobbato da Airy, l’astronomo reale in carica a quel tempo a Greenwich,  Leverrier venne preso sul serio da Johann Gotfried Galle, astronomo a Berlino, che confrontò la posizione prevista per il nuovo pianeta con le carte stellari individuando in pochissimo tempo Nettuno.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultimo pianeta ad essere scoperto, anzi, il penultimo secondo la nuova classificazione dell’Unione Astronomica Internazionale (vedremo più avanti di cosa si tratta), è stato Plutone. In questo caso la scoperta ha avuto la stessa motivazione di quella di Nettuno, ma nessun vero fondamento. Come per Urano anche Nettuno mostrava delle discrepanze nell’orbita, che si pensarono dovute ad un pianeta ancora più esterno. Stavolta ci riuscì un inglese a portare a casa il trofeo: Clyde Tombaugh, che lavorava a Cambridge, confrontando le posizioni effettive di Urano e Nettuno e quelle attese in base alla legge di gravità scoprì Plutone proprio dove doveva essere per creare le perturbazioni osservate. Peccato che per esercitare quella forza su pianeti così grandi avrebbe dovuto essere tra 5 e 10 volte più grande della Terra, mentre ha una massa solo 2 millesimi di quella terrestre. In pratica, un grosso e lontanissimo sasso. La vicenda di Plutone si arricchisce di recente, quando l’Unione Astronomica Internazionale decide di declassare Plutone a “pianeta nano”, poiché non è stato in grado di fare pulizia lungo il suo percorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, nella risoluzione 5A  del 24 agosto 2006 (il cui testo integrale potete trovare e visionare al link  <a href="http://www.iau.org/public_press/news/detail/iau0603/" target="_blank">http://www.iau.org/public_press/news/detail/iau0603/</a>) si definiscono “pianeti” tutti gli oggetti sferoidali che orbitano attorno al Sole e che abbiano ripulito le regioni intorno alla propria orbita, ossia che abbiano gravità sufficiente perchè qualunque corpo li abbia incrociati in passato sia stato catturato. La risoluzione 5A definisce inoltre “pianeti nani” quelli che rispondono a tutte le caratteristiche di pianeta tranne l’ultima, ossia non hanno l’orbita libera da corpi minori. Questa definizione si è resa necessaria visto che altrimenti altri corpi come Cerere, definita da molto tempo il più grande degli asteroidi della cintura, o Eris, l’ultimo dei corpi minori di un certo peso, scoperto nel 2003, avrebbero dovuto essere definiti pianeti. Inoltre una definizione era necessaria, visto che niente aveva definito cosa fosse un “pianeta” prima di questa risoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente dal 1930 al 2006 Plutone è stato definito pianeta, mentre adesso è un pianeta nano: c’è differenza in termini astrologici? Delle due, una: o non ce n’è, e allora ci chiediamo perché negli oroscopi è sempre stato incluso Plutone ma non Cerere, ad esempio, o c’è differenza e allora ci chiediamo a che titolo Plutone ha influenzato il corso degli eventi finora.</p>
<p style="text-align: justify;">A dirimere questa contesa sarebbe d’aiuto un po’ di scienza “tradizionale”. Il caso di Nettuno ci mostra come sia possibile arguire l’esistenza di qualcosa che non si è ancora scoperto dai suoi effetti. Quindi, proviamo ad applicare il metodo scientifico anche all’astrologia e vediamo cosa succede.</p>
<p><strong>Oroscopo, chi era costui?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un oroscopo può avere diversi obiettivi. Il primo quello di stabilire le caratteristiche psicologiche e, in parte, fisiche delle persone e individuare i percorsi sociali che potranno seguire. Di seguito, ma in misura minore stando alle affermazioni degli astrologi, quello di prevedere in qualche modo il futuro di una persona attraverso delle indicazioni più o meno di massima sulle azioni da compiere per adattarsi allo schema indicato dall&#8217;oroscopo. In effetti, a dispetto di quanto affermato, il secondo scopo è quello per cui è più diffusa l&#8217;abitudine di rivolgersi all&#8217;astrologia. L&#8217;uomo ha da sempre una fifa blu del futuro (e vorrei vedere!) e avere delle indicazioni da seguire è il modo che si trova per affrontare con maggiore serenità l&#8217;incertezza tipica della vita. E&#8217; quindi comprensibile che molti tentino di trovare questo appoggio. Ma su cosa si fonda la validità di un oroscopo?</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo provare da soli a fare qualche verifica, come quella che ho fatto io quando ero un ragazzino. Mio padre era molto incuriosito dall&#8217;astrologia, sebbene abbastanza scettico da non dare peso agli oroscopi. Verso fine anno acquistava l&#8217;almanacco Barbanera, una specie di manuale di tuttologia, in cui coesistevano buoni consigli sulla coltivazione dell&#8217;orto e inutili oroscopi. Quell&#8217;anno venne attratto anche da dei libretti che, segno per segno, indicavano quotidianamente come sarebbe andata la giornata. Accanto a qualche generica indicazione vi era un simbolo a contrassegnare una giornata come positiva o negativa. Io tenni il libretto con il mio segno accanto al mio letto, e a fine giornata indicavo con un mio segno se la previsione era stata azzeccata o no. Iniziai a gennaio e verso metà aprile decisi che era arrivato il momento di verificare se valeva la pena di continuare. Contai allora il numero di previsioni azzeccate che risultò essere quasi uguale a quello degli errori. Indicando a casaccio se domani sarà una giornata sì oppure no si ha il 50% di probabilità di azzeccare la previsione, per cui se fate un numero sufficiente di tentativi le volte che indovinerete saranno quasi uguali a quelle in cui vi sarete  sbagliati. Il mio conteggio provava quindi che le previsioni avevano lo stesso valore di tirare una moneta.  Il libretto lo buttai via immediatamente.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiezione che si può fare è che quei libretti erano fatti da un inesperto o, peggio, un imbroglione, e che seriamente non si possono fare previsioni per singoli giorni ma di massima per periodi o azioni importanti. Bene, guardiamo allora a qualcosa di più concreto. Le ricerche in merito si sprecano, anche se di solito ne saltano fuori alcune che hanno assunto un valore iconografico. La prima che riporto è quella effettuata da Shawn Carlson tra il 1981 e il 1983 e pubblicata su Nature nel 1985. E&#8217; probabilmente la prima ricerca sistematica in merito, basata sul meccanismo del “doppio cieco” largamente utilizzato per le ricerche statistiche e in particolare per quelle mediche. Il doppio cieco si basa sul fatto che né l&#8217;oggetto del test né lo sperimentatore sono al corrente di chi è chi. Faccio un esempio: se voglio provare se un farmaco funziona, prendo due gruppi di ugual numero di persone e somministro il farmaco ad uno dei gruppi mentre all&#8217;altro do il placebo, una caramella della stessa forma della compressa di farmaco. Gli esaminati non sanno se hanno ricevuto il farmaco o il placebo, quindi non saranno influenzati quando gli verrà chiesto che effetto gli ha fatto. Ma poiché potrebbe essere influenzato anche lo sperimentatore, che sa a chi è stato dato cosa,  anche lui viene tenuto all&#8217;oscuro delle somministrazioni. Ecco perchè “doppio cieco”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per una disamina del test vi rimando all&#8217;articolo e se non riuscite a scaricarlo per motivi di copyright vi invio a questa pagina dove è riportata una sintesi dell&#8217;articolo stesso:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.astrodivination.com/moa/ncgrberk.htm" target="_blank">http://www.astrodivination.com/moa/ncgrberk.htm</a></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; stato utilizzato un campione di persone a cui degli astrologi hanno, in doppio cieco, realizzato il tema di natività. A ciascuna persona sono poi stati mostrati tre diversi temi, tra cui il proprio: ciascuno doveva dare un punteggio sulla corrispondenza alle proprie caratteristiche.  In pratica, un punteggio maggiore indicava una maggiore corrispondenza al singolo tema di natività. Ciò che salta fuori dall&#8217;esame è che le corrispondenze azzeccate sono circa un terzo delle totali, compatibili quindi con una creazione casuale dei temi di natività: se cioè gli astrologi si fossero seduti a scrivere a casaccio quello che passava loro per la mente la corrispondenza sarebbe stata identica.</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altronde anche le ricerche fatte da studenti delle superiori, come quella riportata nel link</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lnx.didascienze.org/astrologia/pagina4.php" target="_blank">http://lnx.didascienze.org/astrologia/pagina4.php</a></p>
<p style="text-align: justify;">vanno nello stesso senso. Io quindi vi propongo di effettuare un test che potete fare tutti. Il test venne effettuato per la prima volta da Bertram Forer, uno psicologo che nel 1948 fece un test che non aveva niente a che fare con l&#8217;astrologia. Diede ai suoi allievi un profilo che specificò essere personalizzato su ognuno di loro, chiedendo che venisse assegnato un voto da 0 a 5 su quanto il profilo si adattasse a loro. Pare che il risultato medio sia stato di più di 4, cioè la maggioranza degli studenti riteneva che il profilo descrivesse molto bene ciascuno di loro. Peccato che quel dritto del professore aveva consegnato a tutti lo stesso profilo, che non era per niente personale. Ciò che Forer voleva dimostrare in questo modo è che se viene data una descrizione sommaria e molto contraddittoria di qualcuno, questi tende a riconoscervisi se chi lo descrive viene ritenuto degno di considerazione. Il testo completo del profilo di Forer lo trovate su wikipedia, io ne riporto una frase, per chiarire questo punto:</p>
<p style="text-align: justify;">“Pur avendo alcune debolezze nel carattere, sei generalmente in grado di porvi rimedio.”</p>
<p style="text-align: justify;">Se verificate qualunque cosa abbia a che fare con l&#8217;astrologia (oroscopi giornalieri, profili del segno, temi di natività e quant&#8217;altro) noterete che invariabilmente le frasi sono costruite come ossimori, si afferma una cosa e anche il suo contrario. Sta poi al lettore dare peso alla prima parte (riconoscete di avere qualche pecca nel vostro carattere) o alla seconda (ma riuscite a risolverla). L&#8217;effetto su cui si basa questo risultato prende il nome dallo psicologo. L&#8217;effetto Forer è appunto l&#8217;appiattimento del nostro giudizio su quello di qualcun altro che riteniamo autorevole, senza accorgerci delle magagne che cela. È lo stesso effetto che consente a trasmissioni come “Mistero” o “Voyager” di fare opinione: qualcuno che riteniamo autorevole esprime un giudizio e si tende a dargli ragione, anche per mancanza di elementi che possano confutarne le conclusioni. Un esempio lo sperimentai io stesso, in una conferenza che tenni qualche tempo fa. Feci credere a tutti che avevamo ricevuto un segnale alieno e che lo stavamo analizzando in gran segreto. In quel momento ero io lo specialista e nessuno si sentì di commentare. Naturalmente dissi subito che mi ero inventato tutto e molti confessarono di aver creduto senza problemi alle mie parole. Quindi, chiunque si trovi a informare delle persone, a scuola o in altri momenti educativi a tutti i livelli,  ha il dovere di essere onesto. Ma questo aprirebbe un capitolo che forse svilupperò in un&#8217;altra sede.</p>
<p style="text-align: justify;">Propongo, dunque, a tutti di fare una prova analoga a quella di Forer. Provate a fare questo gioco con i vostri amici, prendendo gli oroscopi a casaccio e somministrandoli come corrispondenti al segno, o anche inventandone interamente il contenuto. La maggior parte degli interessati, se credono all’astrologia, saranno molto colpiti da come le descrizioni si attengano fedelmente a loro. Oltre a dimostrare la totale infondatezza dell’astrologia, vi divertirete un sacco.</p>
<p style="text-align: justify;">Pietro Cassaro</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">FINE TERZA E ULTIMA PARTE</p>
<p style="text-align: right;"><a title="Ma le stelle stanno a guardare? (prima parte)" href="http://www.homoweb.it/2012/02/05/ma-le-stelle-stanno-a-guardare-prima-parte/" target="_blank">Leggi la prima parte</a></p>
<p style="text-align: right;">
]]></content:encoded>
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		<title>Ma le stelle stanno a guardare? (seconda parte)</title>
		<link>http://www.homoweb.it/2012/02/12/ma-le-stelle-stanno-a-guardare-seconda-parte/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 08:00:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stelle, stelle, eterni dei. Su chiunque abbia alzato gli occhi su un cielo stellato (di quelli veri, però, quelli visti lontano dalle città, con il vero buio) l&#8217;effetto è immediato e prevedibile: ci si sente piccoli e davanti ad una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Stelle, stelle, eterni dei.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su chiunque abbia alzato gli occhi su un cielo stellato (di quelli veri, però, quelli visti lontano dalle città, con il vero buio) l&#8217;effetto è immediato e prevedibile: ci si sente piccoli e davanti ad una meraviglia della natura. Se poi c&#8217;è un astronomo sotto mano cominciano le domande: quante sono, come si chiamano, come fate a distinguerle. Personalmente, ho più difficoltà a distinguerle di un buon astrofilo, anche perchè la formazione di un astronomo è più orientata a come funzionano gli astri che a dove si trovano. E quindi vediamo come funziona un cielo stellato e come questo può collimare con l&#8217;astrologia.</p>
<p style="text-align: justify;">Se a noi fa un certo effetto, dato che sappiamo molto su come funzionano le stelle, figuratevi cosa doveva essere il cielo stellato per un uomo di un paio di millenni fa. Pieno di mistero e magia, di interventi divini spesso non chiari. Anche adesso tendiamo a classificare cose non comprese con cose incomprensibili e lo stesso capitava allora. Vediamone alcune.</p>
<p><strong>Costellazioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per una società senza televisione il cielo stellato doveva rappresentare un momento di relax per svuotare la mente dai problemi della giornata appena trascorsa. Non c&#8217;è momento migliore per raccontarsi storie (fiction, le chiamano adesso) che avevano a che fare con leggende o anche miti. Il mito è da sempre una delle cose più amate dall&#8217;uomo perchè fornisce spiegazioni a fatti reali ove questa spiegazione manca. Oltre ad essere un meraviglioso esercizio di fantasia. Bene, Questo è ciò che è avvenuto con le costellazioni. Avete mai preso in mano la Settimana Enigmistica? Fra le prime pagine c&#8217;è un gioco, il “La pista cifrata” in cui basta unire i puntini per ottenere un disegno. Ora vi chiedo di fare un esercizio con me. Guardate la figura qui sotto:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig5.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-412" title="fig5" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig5-1024x575.jpg" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">potete vedere un&#8217;altra immagine di Stellarium che mostra un campo stellare, proprio al centro. Ma di quale costellazione si tratta? Provate a unire i puntini per vedere se vi appare qualcosa, come nel gioco enigmistico. Poichè non ci sono numeri, non potete unirli in sequenza ed il tutto è affidato alle vostre conoscenze e alla vostra fantasia. Siete dei guardiani di zoo? Sicuramente riconoscerete la sagoma di uno degli animali a cui date da mangiare. Siete degli sportivi appassionati? Allora sarà la silhouette di un calciatore che conoscete, o di una Formula 1. Provate a tirare fuori un&#8217;immagine da quei puntini e se vi siete stufati, guardate la soluzione nella figura qui sotto</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig6.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-413" title="fig6" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig6-1024x575.jpg" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">è la costellazione del… quale? Siete in grado di riconoscerla? Sono sicuro che molti non saranno capaci di vedere uno scorpione in questo disegnino si punti e linee. In effetti è proprio lo Scorpione, le chele verso destra e la coda ritorta con l’aculeo velenoso a sinistra. L’immagine qui sotto lo conferma: basta chiedere a Stellarium di inserire le immagini che rappresentano le costellazioni</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig7.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-414" title="fig7" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig7-1024x575.jpg" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma siamo sicuri che sia uno scorpione? Beh, sì, sicuri, lo dice lo Stellarium&#8230; Ma se fate una piccola operazione vi renderete conto che non è così semplice. Se andate a guardare fra le opzioni di Stellarium vedrete che c&#8217;è la possibilità di cambiare la cultura, ossia di decidere le costellazioni di quale popolo vogliamo vedere. In questo caso è selezionata la nostra cultura, quella occidentale: ma che succede se scegliamo, che so, di vedere questo pezzo di cielo come qualcuno cresciuto tra gli aztechi?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig8.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-415" title="fig8" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig8-1024x575.jpg" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p>Evviva, anche loro ci vedevano uno scorpione. Allora è vero! Ma se fossimo stati Egizi?</p>
<p><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig9.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-416" title="fig9" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig9-1024x575.jpg" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Prua? Uno scorpione non ha prua… una nave ce l’ha. Infatti presso gli Egizi lo scorpione manco se lo sognavano e individuavano una nave unendo le stelle di questo campo. E in Polinesia?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig10.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-417" title="fig10" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig10-1024x575.jpg" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un amo? Pensa un po’.  Se scaricate il programma e date un’occhiata a tutte le culture diverse noterete che vi sono alcune in cui non vi è nessuna indicazione in questo campo stellare. Questo perché nella loro tradizione mitologica non vi era niente che potesse assomigliare a quella particolare distribuzione di punti. Ma il meglio ce lo riserva la tradizione coreana</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig11.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-418" title="fig11" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig11-1024x575.jpg" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In questa cultura le stelle dello scorpione sono separate in ben tre diverse costellazioni, come potete vedere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, chi ha ragione? Chi nasce con il Sole in questa zona del cielo è dello Scorpione o della Nave o dell’Amo? O è del segno del Cammino delle imperatrici-Palazzo Santo-Sedia dell’imperatore-Sala reale? Per quanto si voglia essere presuntuosi, non è possibile affermare che l’interpretazione della nostra tradizione abbia maggiore validità.  Ne segue che tutto quanto viene affermato riguardo le caratteristiche dei vari segni, ha il problema fondamentale di riferirsi a simboli totalmente arbitrari.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cosa è realmente una costellazione? Anche gli astronomi usano le costellazioni, ma solo come riferimento: un oggetto che ci interessa è in una costellazione perché si trova nella zona in cui risiede quel gruppo di stelle brillanti, facilmente individuabile nel cielo. Quando si credeva che il cielo stellato fosse una sfera, con tutte le stelle alla stessa distanza, era facile pensare che fossero delle forme che ricordano qualcosa. Solo che le costellazioni non sono bidimensionali, ma hanno una profondità. Nella figura sotto abbiamo ancora la costellazione dello Scorpione, ma è evidenziata la stella più luminosa, α Sco, indicata con una lettera dell’alfabeto greco, dalla prima all’ultima, seguendo l’ordine di luminosità.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig12.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-419" title="fig12" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig12-1024x575.jpg" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La stella in questione, chiamata anche Antares, ha anche una distanza che siamo stati in grado di calcolare: si trova infatti a circa 604 anni luce, ossia ad una distanza che può essere coperta dalla luce se viaggia per 604 anni. Per farsi un’idea delle distanze enormi, un solo anno luce è pari a circa 9500 miliardi di chilometri. Ora, se le costellazioni fossero dei “disegni” nel cielo le altre stelle dovrebbero essere più o meno alla stessa distanza da Antares. Vediamo le distanze delle altre:</p>
<p style="text-align: justify;">β Sco (Acrab)                    530 a.l.</p>
<p style="text-align: justify;">δ Sco (Dschubba)            400 a.l.</p>
<p style="text-align: justify;">ε Sco                                     65 a.l.</p>
<p style="text-align: justify;">ζ1 Sco                                   5700 a.l.</p>
<p style="text-align: justify;">ζ2 Sco                                   150 a.l.</p>
<p style="text-align: justify;">η Sco                                    71 a.l.</p>
<p style="text-align: justify;">La stella γ Sco esiste, ma è stata erroneamente assegnata alla costellazione dello Scorpione e adesso viene classificata nella Bilancia, perché più vicina a questa costellazione. Come vedete vi sono stelle alla stessa distanza della α, come la β e la δ, mentre altre sono dieci volte più vicine (ε e η) e ζ1 è addirittura a distanza enorme. Quindi le stelle dello Scorpione, come quelle di ogni altra costellazione, sono distanti tra loro da decine a centinaia (e in qualche caso migliaia) di anni luce. Le stelle binarie, una coppia di stelle nate quasi contemporaneamente dalla stessa nube, sono le uniche che interagiscono in qualche modo tra loro (gravitazionalmente, per la precisione), ma hanno una distanza l’una dall’altra molto minore di un anno luce. Nessuna possibilità, quindi, che le stelle che fanno parte di una costellazione interagiscano in  qualche modo.  La relazione che c’è tra queste stelle la abbiamo realizzata noi, attraverso le nostre tradizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’ultima considerazione. Guardate l’immagine qui sotto:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig13.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-420" title="fig13" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig13-1024x575.jpg" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quale costellazione rappresenta? In questo caso ho utilizzato un inquinamento luminoso nullo, come quello che avreste nel deserto, ma (e forse più d’uno se n’è accorto) il campo stellare è sempre lo stesso, quello dello Scorpione. Se fate attenzione potete vedere certo le stelle principali, ma perché dovrebbero agire solo quelle più brillanti? Dopo tutto anche le altre, che possiamo vedere solo se c’è molto buio, sono presenti e potrebbero avere un effetto, piccolo ma sufficiente, dato che sono in tante. OK, in effetti si può dire che l’effetto è cumulato nel segno, il segno ha in se tutti gli effetti di tutte le stelle che contiene. D’accordo, ma potreste spiegarmi che differenza trovate con quest’altro campo stellare?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig14.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-421" title="fig14" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig14-1024x575.jpg" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La distribuzione è più o meno uniforme, ci sono essenzialmente Un sacco di stelle, piccole e grandi, luminose o fioche, ma senza che vi siano differenze sensibili. Che differenza dovrebbe fare il fatto di guardare un punto del cielo piuttosto che un altro?</p>
<p style="text-align: right;">FINE SECONDA PARTE</p>
<p style="text-align: right;"><a title="Ma le stelle stanno a guardare? (prima parte)" href="http://www.homoweb.it/2012/02/05/ma-le-stelle-stanno-a-guardare-prima-parte/">Leggi la prima parte</a></p>
<p style="text-align: left;">Pietro Cassaro</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Ma le stelle stanno a guardare? (prima parte)</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 14:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astrolabio]]></category>
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		<description><![CDATA[La domanda diventa obbligatoria, in questo periodo dell&#8217;anno. A fine anno, infatti,  proliferano rubriche, trasmissioni televisive e radiofoniche, pubblicazioni di ogni tipo, tutte con lo scopo di predire il nostro futuro, attraverso l’astrologia. Qualche giorno fa sono rimasto colpito (e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La domanda diventa obbligatoria, in questo periodo dell&#8217;anno. A fine anno, infatti,  proliferano rubriche, trasmissioni televisive e radiofoniche, pubblicazioni di ogni tipo, tutte con lo scopo di predire il nostro futuro, attraverso l’astrologia.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche giorno fa sono rimasto colpito (e affondato…) da una rubrica su Radiodue dall’ironico nome “Minime astrologiche”, che ho scoperto andare in onda ben due volte al giorno, grazie anche al nostro canone. In pratica, una piccola frazione del canone che paghiamo finanzia lo stipendio di un tizio che in tre minuti scarsi comunica come andrà la giornata di questo o di quel segno zodiacale, assegnando a ciascuno dei voti come a scuola. Ma non basta: andando a spulciare il palinsesto di Radiodue, ogni sabato e domenica altri due buontemponi ci rallegrano con un’ora di spensieratezze inerenti l’astrologia e i suoi misteri. Spacciando l’astrologia per scienza. A costo di stufare ho quindi deciso di ribadire ancora una volta quanto viene affermato da anni riguardo la validità delle previsioni astrologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è che ce l’abbia con Radiodue, il mio va considerato un controllo a campione e per caso ho trovato ben due programmi astrologici in una sola emittente. In realtà tutti i mezzi di informazione ne sono intrisi. Come è possibile che in uno dei periodi più secolarizzati, in cui tutti si ritengono fondamentalmente scettici su religione, società, organizzazioni umanitarie, politica, ci possa essere spazio per tanti creduloni?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scienza: questa sconosciuta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei problemi riguarda la definizione di “scienza”. Sì, perché l’astrologia viene oggi presentata come scienza e quindi dobbiamo capire se può rientrare in questa categoria. Come definire la scienza? Ogni disciplina ha un suo modo di vedere al riguardo per cui avvaliamoci di qualche definizione in qualche modo <em>super partes</em>. La Treccani online alla voce “scienza” recita:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Insieme delle discipline fondate essenzialmente sull’osservazione, l’esperienza, il calcolo, o che hanno per oggetto la natura e gli esseri viventi, e che si avvalgono di linguaggi formalizzati.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">In questo modo, l’astrologia ha sicuramente diritto di chiamarsi scienza, visto che è basata su osservazioni ed esperienze, riguarda la natura e gli esseri viventi e si avvale di un linguaggio formalizzato. In questo modo, però, qualunque attività abbia a che fare con l’uomo ha lo stesso diritto di chiamarsi scienza, come il tentativo di portarsi a letto una bella ragazza (sebbene qualcuno si vanti di aver in effetti portato a scienza questa cosa): osservazione, esperienza, natura, esseri viventi, linguaggi formalizzati. No, non è sufficiente, dunque proseguiamo la lettura della voce della Treccani:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Fu concepita inizialmente (principalmente con Galileo) come concezione del sapere alternativa alle conoscenze e alle dottrine tradizionali (relative al modello aristotelico-tolemaico), in quanto sintesi di esperienza e ragione, acquisizione di conoscenze verificabili e da discutere pubblicamente, e quindi libera da ogni principio di autorità.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Adesso ci siamo: concezione di sapere come sintesi di <em>esperienza e ragione</em> mediante conoscenze <em>verificabili</em> e da discutere <em>pubblicamente.</em> E, aggiungo, pubblicamente poter confutare. Ciò non significa che una scienza dica sempre delle cose vere, ma solo che  si possano ritenere vere le affermazioni scientifiche, ottenute mediante ragionamenti ed esperienze, fin quando qualcuno non possa confutarle con analoghi ragionamenti ed esperienze. Per fissare le idee, un esempio è costituito da quanto è successo con i neutrini nei mesi scorsi. Ricordate? Un esperimento che ha luogo al CERN di Ginevra, nel più grande acceleratore di particelle mai costruito finora, il Large Hadron Collider (LHC), produce come sottoprodotto un fascio di <em>neutrini</em>, un tipo di particella molto peculiare che ha la massa più piccola di tutte e che viene prodotta in particolari fenomeni nucleari. Dal CERN il fascio di neutrini viene inviato attraverso la crosta terrestre (sì, i neutrini attraversano la roccia come fosse aria. E niente tunnel, con buona pace della Gelmini!) in direzione dei Laboratori del Gran Sasso per verificare le proprietà di questa particella. Un gruppo di lavoro dei Laboratori del Gran Sasso ha però riscontrato un tempo di volo dei neutrini più basso di circa 60 nanosecondi rispetto a quello che avrebbe impiegato la luce. In pratica, i neutrini impiegherebbero meno tempo della luce per coprire i 730 km dal CERN al Gran Sasso, quindi viaggerebbero a velocità superiore a quella, ritenuta finora insuperabile, della luce. Il condizionale è obbligatorio, visto che una scoperta di tali proporzioni deve essere verificata prima di assumere valore di verità scientifica. Oh, Oh. Ho detto verificata? Sì, perché la verifica è un punto fondamentale della ricerca scientifica. E’ stata data comunicazione del risultato e tutti i laboratori e gli scienziati del mondo possono e devono effettuare esperimenti per verificare, o come si dice nel <em>linguaggio formalizzato</em> della scienza, falsificare tale affermazione. Solo se passa indenne ad un rigoroso procedimento di falsificazione un risultato scientifico può essere considerato tale.</p>
<p style="text-align: justify;">Falsificare un&#8217;affermazione, in questo caso,  non significa produrre un falso ma cercare in tutti i modi di dimostrarne la falsità. Quindi solo quando tutti gli scienziati che vorranno cimentarvisi proveranno l’impossibilità di confutare questa conclusione, potremo dire che è stata superata la velocità della luce.</p>
<p style="text-align: justify;">In modo analogo, le conclusioni tratte dalla “ricerca” astrologica dovrebbe essere vagliata alla luce della sua falsificabilità. Esempio: i nati sotto il segno della Vergine (come me, ad esempio) sono generalmente ritenuti delle persone metodiche, ordinate propense alle discipline scientifiche. La prima verifica da fare è prendere un campione di persone nate sotto questo segno e vedere se il numero di scienziati tra questi è maggiore, minore o uguale a quello riscontrabile in un ugual numero di persone di segni diversi. Se è maggiore ovviamente la tesi è verificata, se è minore sarebbe verificato il contrario, ossia i nati della Vergine sono meno propensi a divenire scienziati, se è uguale la predizione non ha significato, perché il fatto di essere nati sotto quel segno non rileva ai fini della propensione personale. Naturalmente è semplicistico, ma serve per rendere l’idea.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun astrologo o studioso di astrologia, che io sappia, ha mai fatto una verifica di questo tipo, ed è questo che io contesto, ai fini di definire l’astrologia “scienza”. L’obiezione tipica è che anche le scienze non esatte, come la medicina, sono ritenute scienze, sebbene molte predizioni falliscano. In realtà la medicina ha comunque un certo grado di precisione in tutti quei casi in cui la malattia è conosciuta con sufficiente precisione. In altre parole, gli errori possono derivare da una cattiva conoscenza del fenomeno studiato, dovuta alla sua complessità. Potrebbe essere il caso dell’astrologia, se non la stessero studiando dalla bellezza di più di 2500 anni, per non parlare dei precedenti studi egizi e mesopotamici. Sarebbe ora di mostrare qualche risultato.</p>
<p style="text-align: justify;">Io, per parte mia, presenterò alcune conclusioni basate sul metodo scientifico. Come tali possono essere smentite in qualunque momento da un ragionamento logico o da un’esperienza che le confuti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di che segno sei?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho detto prima di essere del segno della Vergine, perché nato il 14 Settembre di, ahimè, 44 anni fa. Ma sono realmente della Vergine? Come viene stabilito il segno di ognuno?</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna partire dal moto apparente del Sole. Tutti sappiamo che la Terra gira intorno al Sole (questo lo do per verificato..!) ma dalla Terra sembra il Sole a muoversi, quindi facciamo finta che sia lui a spostarsi nei cieli e seguiamolo nel suo moto durante l’anno. Giorno dopo giorno il Sole assume posizioni diverse nel cielo e se noi potessimo vedere le stelle anche durante il giorno, il 13 di agosto ultimo scorso il cielo intorno al sole ci sarebbe apparso così:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-406" title="fig1" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig1-1024x575.jpg" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questa immagine è presa da un noto software astronomico che consente di vedere la posizione nel cielo di Sole, Luna, pianeti e stelle ad una certa data ed in un certo posto nel mondo. Il programma si chiama Stellarium ed è facilmente scaricabile ed installabile. Come è facile vedere, il Sole si trova all’inizio della costellazione del Leone. Facciamo scorrere il tempo e vediamo cosa succede:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-407" title="fig2" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig2-1024x575.jpg" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il 29 di agosto ultimo scorso il Sole si trovava al centro della costellazione del Leone, quindi si era spostato di circa 15°. Un particolare importante. Noi vediamo il Sole spostarsi nel cielo di molto durante il giorno, ma se lo vedessimo insieme alle stelle lo vedremmo spostarsi solidalmente ad esse, come se fosse incastonato nel cielo. Il Sole appare muoversi nel cielo per ritornare nella stessa posizione rispetto alle stelle fisse dopo un anno, ossia 365 giorni e sei ore circa.</p>
<p style="text-align: justify;">In un qualunque giorno dell’anno il Sole si troverà quindi in corrispondenza di un segno zodiacale. I segni sono 12 e suddividono tutto il giro che fa il Sole in un anno in settori di 30° ciascuno. In realtà è possibile vedere che in alcuni segni la permanenza è molto più breve, perché il Sole non passa <em>esattamente </em>sui segni ma leggermente spostato, in alcuni casi anche di molto. Il segno nel quale si trova il Sole nel giorno di nascita diviene il segno zodiacale del neonato.</p>
<p style="text-align: justify;">Circa 2100 anni fa, si notò che in corrispondenza di ogni periodo di circa un mese il Sole stazionava in un certo segno: ad esempio a primavera, tra il 20 marzo ed il 20 aprile il Sole si trovava nel segno dell’Ariete e quindi i nascituri assumevano quel segno se nascevano in quell’intervallo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la precessione degli equinozi ci mise lo zampino. Infatti, la Terra, tra i suoi numerosi moti, ha anche quello di precessione, che si può visualizzare se immaginate una trottola. Quando la trottola parte, gira vorticosamente e il suo asse di rotazione resta fermo; quando però comincia a rallentare la forza di gravità comincia a tirare la trottola verso il basso e questa forza si combina alla rotazione residua generando una rotazione molto lenta dell’asse della trottola. Per mostrarla qui ho preso un file dalla pagina di wikipedia relativa alla precessione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per capire cosa succede alla Terra guardiamo quest’altra immagine che mostra due grandi cerchi importanti per l’astronomia, l’equatore celeste, in rosso nella figura qui sotto, e l’eclittica in verde.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-408" title="fig3" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig3.jpg" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo rappresenta la proiezione nel cielo dell’equatore terrestre, come se dalla Terra il cerchio che individua l’equatore si ingrandisse fino a toccare la “sfera celeste”, una sfera immaginaria in cui si pensavano piantate le stelle fisse. L’eclittica è l’orbita che la Terra descrive attorno al Sole e corrisponde alla traiettoria apparente del Sole sulla sfera celeste: il Sole sembra muoversi durante l’anno tracciando proprio questo grande cerchio nel cielo. Poiché questi cerchi sono entrambi tracciati sulla sfera celeste, essi si intersecano in due punti. Questi punti corrispondono agli <em>equinozi</em>, che sono i giorni dell’anno in cui vi è una uguale suddivisione tra luce e buio. Ora, immaginate l’equatore celeste come fissato alla Terra: se la Terra precede come una trottola, anche l’equatore celeste si sposta con lei e poiché l’eclittica resta ferma si sposteranno i punti di contatto tra i due cerchi massimi, gli equinozi. Potete vedere questo effetto mostrato nel video  qui sotto, realizzato dal planetario di Milano.</p>
<p style="text-align: center;"><code><iframe src="http://www.youtube.com/embed/Onc9dT_X40A?rel=0" frameborder="0" width="640" height="480"></iframe></code></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Notate come gli equinozi si spostino, ma i mesi dell’anno no. Questo perché a noi uomini serve che a Natale nevichi, che la primavera inizi a fine marzo e che a ferragosto si vada al mare.  Quindi noi aggiustiamo il calendario in modo da correggere questi effetti. Ma nel cielo le cose cambiano: poco più avanti nel video potete vedere che mentre i mesi restano fissi rispetto agli equinozi, perché così vogliamo, lungo l’eclittica i segni zodiacali slittano rispetto agli equinozi stessi. Notate che in corrispondenza di ogni mese vi è il segno che tradizionalmente si associa ad esso. Sull’eclittica sono invece riportati i nomi delle costellazioni, che si trovano effettivamente lungo l’eclittica. Quindi, dopo un certo tempo, mentre il 20 marzo per noi resta sempre il giorno prima all’inizio della primavera astronomica, non è più il primo giorno in cui il Sole entra nell’Ariete. In pratica, le date di inizio e fine segno che vengono indicate in ogni oroscopo non sono più valide da molto tempo.  Andiamo allora a vedere dove si trovava il Sole il 14 settembre del 1967, la mia data di nascita:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig4.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-409" title="fig4" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/02/fig4-1024x575.jpg" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Evviva, sono del Leone! Beh, non è che me ne importi molto, in effetti. Provate anche voi ad inserire la vostra data di nascita e vedere in effetti a che segno appartenete. Adesso sorge un problemino: che fine fanno tutte le ciance sulle caratteristiche generali del segno? Ossia che io, come Vergine, sono metodico e scienziato? In effetti riguardo alla scienza corrisponde, di mestiere faccio questo, ma in quanto a metodico e ordinato chiedete a mia moglie! Ma alla fine sono Vergine o Leone?</p>
<p style="text-align: justify;">Ho dato un’occhiata alle spiegazioni date da amanti dell’astrologia e la cosa mi ha sconcertato. Pare infatti che (parole tratte da un sito e delle quali non so dirvi l’autore perché non è riportato) “L’astrologia occidentale non utilizza più lo sfondo delle stelle fisse come punto di riferimento. L’astrologia occidentale moderna usa gli stessi sistemi di riferimento dell’astronomia, divide cioè l’eclittica in segmenti che partono dall’equinozio di primavera. Sebbene questi segmenti abbiano gli stessi nomi delle stelle fisse, la precessione dell’asse terrestre fa in modo che non siano più in linea con le costellazioni omonime.” In altri termini, mentre prima l&#8217;astrologia si basava sull&#8217;effettiva posizione del Sole rispetto alle costellazioni adesso si basa solo sulle date stabilite 2000 anni fa. Vi convince?</p>
<p style="text-align: justify;">Vi è poi un problema di fondo: l’astronomia non “divide l’eclittica” in un bel niente, visto che non si usano le coordinate eclittiche da un sacco di tempo, a favore di quelle equatoriali, basate cioè sull’equatore celeste e corrette periodicamente per la precessione, e di quelle galattiche, basate sulla posizione degli oggetti astronomici rispetto alla Galassia. Di che stiamo parlando dunque? Ma gli influssi non derivavano dalla posizione del Sole rispetto alle stelle nel momento della nascita? Ed inoltre anche la posizione dei pianeti non risulta corretta rispetto alle stelle, quindi quello che chiamano “tema di natività” è completamente sganciato dalla realtà. Ma allora su cosa è basata l’astrologia?</p>
<p style="text-align: right;">FINE PRIMA PARTE</p>
<p style="text-align: left;">Pietro Cassaro</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I sopravvissuti: analisi della vita con Auschwitz</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 23:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_402" class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><a title="Bambine Rom ad Auschwitz" href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/01/RomanichildrenAuschwitz.jpg"><img class="size-full wp-image-402" title="RomanichildrenAuschwitz" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/01/RomanichildrenAuschwitz.jpg" alt="Bambine Rom ad Auschwitz" width="400" height="304" /></a><p class="wp-caption-text">Bambine Rom ad Auschwitz</p></div>
<p style="text-align: justify;">La ragione fondamentale per la quale anche quest’anno aderiamo alla celebrazione della giornata della memoria è che noi di homoweb siamo convinti della banalità del male, per richiamare le illuminate parole di Hannh Arendt, e che pertanto la tragedia della deportazione ed uccisione di milioni di ebrei, se pure segna un punto di eclissi dell’Umanità, non è certamente irripetibile. Questo fonda il dovere di ricordare e di trasmettere la memoria in capo alle generazioni future perché, come affermava Primo Levi, capire è impossibile, conoscere è necessario.</p>
<p style="text-align: justify;">Avere memoria significa d’altra parte non dimenticare altresì la persecuzione dei tedeschi dissidenti (dall’apertura del campo di Dachau, nel 1933); degli zingari (discriminati già nel 1935 e deportati dal 1939); dei Testimoni di Geova (perseguitati nel 1933 e internati dal 1935); dei prigionieri di guerra (dall’inizio del 1939); dei partigiani; degli omosessuali (incarcerati e condannati dal 1934); dei portatori di handicap (sterilizzati dal 1933; e sulla base del Programma Eutanasia destinati per primi a essere gassati, nel 1939, in apposite “case di cura”); di parte del clero (dal 1937, allorché Pio XI prese apertamente posizione contro la Germania hitleriana nell’Enciclica Mit Brennender Sorge).</p>
<p style="text-align: justify;">Significa però non dimenticare insieme che solo ebrei e zingari furono vittime di un sistematico sterminio, come conferma e prova la stessa differenziazione degli oltre 10.000 campi creati dai nazisti anche in base a coloro che vi sarebbero stati destinati.</p>
<p align="center"><strong>I sopravvissuti: analisi della vita con Auschwitz</strong></p>
<p align="center">Simposio di psicologia promosso dal Comitato permanente Ondina Peteani</p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center">Trieste, Teatro Miela</p>
<p align="center">27 gennaio 2012, h. 15</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">Programma:</p>
<p align="center">ore 15.00-17.00</p>
<p align="center"><strong>- Presentazione</strong>, Walter Gerbino, Preside della Facoltà di Psicologia, Università di Trieste</p>
<p><strong>- Donne, guerra, sradicamento</strong>, Bruna Bianchi, professore associato di Storia delle donne, Università Ca&#8217; Foscari di Venezia.<br />
<strong>- Per noi la guerra non è ancora finita</strong>, Patrizia Romito, professore associato di Psicologia Sociale, e Ljubica Kocova, ricercatore, Università di Trieste<br />
<strong>- Nel tempo, nel corso delle generazion</strong>i, Maurizio De Vanna, Professore Associato di Psichiatria, Università di Trieste</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">ore 17.30:</p>
<p>presentazione (con breve introduzione) del film &#8220;La Forza del Destino – Ondina Peteani, Auschwitz e una vita per la libertà&#8221; &#8211; documentario diretto da Tamara Pastorelli MarcopoloTV realizzato la scorsa estate fra Trieste e Monfalcone, dove si snoda la storia della deportata Auschwitz 81672.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Governare il cambiamento dentro la crisi</title>
		<link>http://www.homoweb.it/2012/01/25/governare-il-cambiamento-dentro-la-crisi/</link>
		<comments>http://www.homoweb.it/2012/01/25/governare-il-cambiamento-dentro-la-crisi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 19:16:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al “Crocifisso dei miracoli” di Catania  incontro sul tema  Governare il cambiamento dentro la crisi . Giovedì 26 gennaio 2012, alle 20.30, presso il salone “Pedro Arrupe” in via Enrico Pantano 42 Ancora tanta incertezza per il futuro. Un’incertezza che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/01/crisi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-398" title="crisi" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/01/crisi.jpg" alt="" width="372" height="280" /></a>Al “Crocifisso dei miracoli” di Catania  incontro sul tema  <strong><em>Governare il cambiamento dentro la crisi</em></strong><strong> .</strong></p>
<p><strong>Giovedì 26 gennaio 2012, alle 20.30</strong>, presso il salone “Pedro Arrupe” in via Enrico Pantano 42</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ancora tanta incertezza per il futuro. Un’incertezza che pesa <span id="more-397"></span>come un macigno su tutti noi, soprattutto sui meno fortunati della società. Si pagherà l’ingordigia della finanza che con le speculazioni tiene in scacco il nostro Paese. Si paga un modo inadeguato di amministrare le risorse pubbliche. Si paga lo smantellamento dello Stato sociale, sempre più debole. La manovra correttiva dei conti pubblici del governo Monti ha sottratto risorse agli Enti locali e ai Comuni che non potranno fare fronte a molti servizi ai cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi che viviamo riguarda tutti noi; diventa urgente comprenderla e governarla. Non si può rimanere inerti. Cerchiamo di capire cosa fare. Il primo passo è un cambiamento antropologico e culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’incontro sarà animato da P. Gianni Notari, parroco, docente di Antropologia culturale presso la Facoltà Teologica di Sicilia e di Sociologia dei processi culturali presso la LUMSA di Palermo.</p>
<p>Una sfida che la nostra società sta affrontando è legata alla nascita di una nuova cultura civica e delle pratiche partecipative che ad essa possono fare riferimento. La sfida risiede nella possibilità di superare alcune inerzie diffuse nel contesto sociale e riuscire a generare un mutamento nelle mentalità, affinché il particolarismo “familista” si trasformi in una nuova cultura del bene comune e del rispetto della “cosa pubblica”.<br />
La cura per il bene comune, in particolare, dovrebbe essere una priorità per ogni catanese. Ciò non solo in forza di una spinta etica verso una comunità migliore ma anche perché ci conviene; conviene ad ognuno di noi investirsi per godere dei benefici di servizi ben funzionanti, di strutture adeguate, di una più vantaggiosa qualità della vita, di uno sviluppo economico capace di generare futuro e non precarietà.</p>
<p style="text-align: justify;">
Il “Prezioso Avanzo”, le ACLI catanesi, LIBERA, <strong>Homoweb</strong>, il Centro Astalli, l’Associazione dei commercianti di via Umberto “Fuori le mura” e l&#8217;ACP (Associazione Condomini Proprietari immobiliari), oltre a promuovere questo incontro, vogliono attivarsi per far crescere questa prospettiva nel tessuto vitale della società catanese.</p>
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		<title>Homoweb and friends  presenta Divertiamoci&#8230; ad aiutare… 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 22:55:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno homoweb ha deciso di…andare in scena e coniugare il naturale inno alla vita con il dato della sofferenza attraverso un movimento che intende condurre alla interiorizzazione della com-passione di gioia e dolore… Divertirsi… ad aiutare, dunque, e con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/01/manifesto-binari-catania-definitivo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-395" title="manifesto binari catania definitivo" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/01/manifesto-binari-catania-definitivo-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Anche quest&#8217;anno homoweb ha deciso di…<em>andare in scena</em> e coniugare il naturale inno alla vita con il dato della sofferenza attraverso un movimento che intende condurre alla interiorizzazione della com-passione di gioia e dolore… Divertirsi… ad aiutare, dunque, e con ciò stesso <em>promuovere modelli etici concreti</em> contro ogni tentazione nichilista più o meno strisciante.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha scelto di farlo con l’amico Alessandro Sparacino, attore e regista della “Compagnia Teatrale Iblea” di Modica, protagonista da anni di alcune delle iniziative missionarie di homoweb &#8211; con gli spettacoli Novecento, tratto dall’omonimo libro di Alessandro Baricco, Mesticheria e Francesco a testa in giù.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sabato 21 e domenica 22 gennaio</strong>, presso il teatro della parrocchia di S. Marco di Tremestieri Etneo, andrà in scena “Sui binari dell’anima” di e con Alessandro Sparacino, e inoltre con Giada Lasagna Liuzzo, Germano Martorana, Ivana Poidomani e la partecipazione di Giorgio Sparacino. Le musiche, protagoniste dello spettacolo, sono riarrangiate ed eseguite dal vivo da Pietro Sortino, Andrea Basile, Lorenzo Cavallo, Riccardo Migliore e Gianfranco Ricca.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno è stato il nostro treno sin dalla partenza della nostra esistenza e nel meraviglioso gioco della vita siamo prima o poi chiamati a nostra volta ad essere il treno di qualcuno… Ma il treno è anche metafora della vita nel senso che la “nostra anima è fatta da binari su cui scorre il treno dei nostri ricordi, colorati, in bianco e nero, sfocati, nitidi&#8230; Come il ricordo di chi, con un nodo in gola, rivive la tristezza e la nostalgia dei tempi dell’emigrazione- quando un “treno” era sinonimo di partenza senza alcuna certezza di ritorno; il ricordo tragico dei treni in viaggio verso la Germania dei campi di sterminio – quando “treno” era sinonimo di deportazione e di morte; il ricordo di chi, seduto su uno scompartimento, denuncia le prevaricazioni dei potenti in un dialogo che sembra avere poco a che vedere col treno, ma che ha molto a che vedere con la vita…</p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa nasce per sostenere un nuovo progetto sul territorio di homoweb. Intendiamo dare vita a Catania ad un gruppo che “accorci” le distanze tra l&#8217;io e l&#8217;altro in modo essenziale, diminuendo laddove possibile le sofferenze gratuite dei più indigenti, senza tetto e costretti a rubare la vita nei vicoli di città o sotto i ponti destinati a romanticismi di ben altra natura e, in senso fisico, <em>andando incontro all’Uomo nel viandante – nella convinzione della necessità di sintetizzare in tale forma lo spirito che è stato per un verso di Diogene e per l’altro del buon samaritano.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Con la mente spogliata da ogni pregiudizio o timore, nell’idea che la nostra umanità si gioca sulla capacità di farsi carico della condizione umana di sofferenza dell’altro e non sulla rassicurante e pregiudiziale appartenenza ad una qualsivoglia casta o ceto.</p>
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		<title>La rinascita di Lampedusa</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 23:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scritto da  Giovanna Scatena Lampedusa non è solo barconi, emergenza, sindaci barricati in ufficio, migranti arrabbiati, abitanti esasperati. Lampedusa non sempre è questo, non solo è questo, ma è anche molto di più. E per farlo capire a tutti, il gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Scritto da  Giovanna Scatena</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/01/Lampedusa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-392" title="Lampedusa" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2012/01/Lampedusa-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></strong><strong>Lampedusa</strong> non è solo barconi, emergenza, sindaci barricati in ufficio, migranti arrabbiati, abitanti esasperati. Lampedusa non sempre è questo, non solo è questo, ma è anche molto di più. E per farlo capire a tutti, il gruppo che ruota intorno a Homoweb, un sito nato una decina di anni fa a <strong>Catania</strong> per aprire il dibattito su rivoluzione tecnologica/umanità, sta promuovendo un piano per il rilancio di Lampedusa, servendosi in più del socialnetwork. &#8220;Il web 2.0 ha anche il dovere di portare avanti progetti culturali e politici sul territorio&#8221;, dice <strong>Massimo Asero</strong>, presidente dell&#8217;associazione Homoweb.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vacanze sostenibili e turismo responsabile. Da quando Homoweb è il promotore dell&#8217;iniziativa e perché?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Credo sia più preciso definire la nostra come una proposta di <strong>turismo etico</strong>. Nasce all&#8217;interno dell&#8217;incontro di studio sul tema &#8220;La questione delle migrazioni nell&#8217;età della globalizzazione: problema o risorsa per l&#8217;Europa. Prospettive economiche, giuridiche ed etiche a Nord di Lampedusa&#8221; e vuole essere un&#8217;azione concreta di fronte alla rinnovata e drammatica domanda che la <strong>questione dei migranti</strong> pone all&#8217;<strong>Europa</strong>. Al silenzio della politica, Lampedusa risponde con un <strong>agire virtuoso, etico e cristiano</strong>. E se per turismo sostenibile o turismo responsabile intendiamo quel pensiero che orienta il turista a preoccuparsi per l&#8217;ambiente dei luoghi e per il benessere delle popolazioni, particolarmente con riferimento al turismo nei paesi del <strong>Terzo Mondo</strong>o in via di sviluppo, allora la nostra proposta condivide con esso l&#8217;ispirazione ad un principio di responsabilità verso l<strong>&#8216;ecosistema e lo stesso genere umano</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Com&#8217;è nata questa idea?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea di un turismo etico è nata dal valore politico fondamentale della virtù e delle azioni esemplari che, in quanto tali, dovrebbero essere accompagnate da campagne pubblicitarie e pubbliche attribuzioni di merito da parte delle comunità politiche. Il nostro sito ha pubblicato il report della <strong>Caritas</strong> sulla disponibilità all&#8217;accoglienza dimostrata dalla popolazione di Lampedusa: tutti gli abitanti hanno riconosciuto ad ogni migrante, cioè a colui che viene dal mare, la <strong>sacralità </strong>che fu riconosciuta già ad <strong>Ulisse</strong>. Quella dell&#8217;accoglienza infatti costituisce un caposaldo della tradizione greca di cui la Sicilia è espressione ed erede, anche per il suo essere territorio circondato dal mare. Tutto questo purtroppo è stato <strong>taciuto dai media</strong>, impegnati solo a sottolineare ed amplificare la dimensione problematica degli sbarchi per l&#8217;isola e per la stessa Italia. Per queste ragioni, al di là dell&#8217;agire istituzionale finora non risolutivo e poco concreto, la comunità civile è chiamata a condividere tali azioni virtuose.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è stata la risposta degli abitanti dell&#8217;isola?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Positiva</strong>. Gli abitanti che sono a conoscenza dell&#8217;iniziativa hanno manifestato un vivo interesse e vogliono prenderne parte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il vostro modo di &#8220;pensare&#8221; il migrante è del tutto nuovo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì. Il migrante è stato al centro dell&#8217;incontro organizzato da Homoweb sulle cosiddette <strong>rotte della speranza</strong>: la migrazione è un problema o è una risorsa per l&#8217;Europa? Il seminario ha posto in discussione la questione delle migrazioni a partire dalla considerazione che i venti di libertà, che hanno cominciato a soffiare nei mesi scorsi nel Nord Africa, sono destinati a produrre uno &#8220;tsunami&#8221;. Si tratta di un cambiamento epocale non solo degli equilibri regionali in Nord Africa ma per l&#8217;intero sistema di relazioni internazionali. Il fenomeno delle migrazioni, quindi, mette in discussione le categorie del <strong>diritto pubblico</strong> che fondano l&#8217;idea dell&#8217;appartenenza e dell&#8217;estraneità: la sovranità e la cittadinanza. In questo senso, non è casuale l&#8217;interesse di una comunità on line per questi fenomeni. Sul web infatti non si pone il problema dell&#8217;accoglienza e del riconoscimento degli utenti sicché la città virtuale non sembra chiudere le porte ad alcuno &#8220;straniero&#8221;. La questione delle migrazioni interroga l&#8217;identità europea nella fondamentale attribuzione dei diritti umani. Il diritto, se non è mero provvedimento del sovrano, ma si informa alla razionalità, impone di riconoscere l&#8217;altro come essere umano al di là anche di ogni cittadinanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ARTICOLO ORIGINALE: <a href="http://www.assaman.info/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=696:la-rinascita-di-lampedusa&amp;Itemid=32" target="_blank">http://www.assaman.info/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=696:la-rinascita-di-lampedusa&amp;Itemid=32</a></p>
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		<title>Buon Natale a tutti da Homoweb</title>
		<link>http://www.homoweb.it/2011/12/24/buon-natale-a-tutti-da-homoweb/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 17:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è cosa più difficile che usare la parola, e solo quella, per esprimere sentimenti. Laddove il calore di un abbraccio, il trasporto di un sorriso, il contatto delle guance e lo schioccare di un bacio, aprono le porte all&#8217;integrazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2011/12/sfondi-natale-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-387" title="sfondi-natale-3" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2011/12/sfondi-natale-3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Non c&#8217;è cosa più difficile che usare la parola, e solo quella, per esprimere sentimenti. Laddove il calore di un abbraccio, il trasporto di un sorriso, il contatto delle guance e lo schioccare di un bacio, aprono le porte all&#8217;integrazione, eliminano ogni distanza tra l&#8217;io e il Tu, tra me e Voi&#8230; le parole sono povere, comunque. E la parola degli uomini è ontologicamente CARENTE di fronte all&#8217;esigenza di esprimere e comprendere la Parola, il Lògos.</p>
<p>Natale non è una festa qualunque. Natale è l&#8217;Amore che si fa Uomo e viene in mezzo a noi, dove lo aspetta, da sempre, la croce della nostra &#8220;povera&#8221; libertà.</p>
<p>La nascita del Bambino è la rivoluzione, lo stravolgimento di ogni umano parametro, il dono di un senso a tutto ciò che altrimenti ne rimarrebbe privo.</p>
<p>Povertà, estrema, miseria che conduce alla morte creature che della Vita conoscono solo stenti e &#8220;indifferenza&#8230; globalizzata&#8221;; violenza, che si ammanta ogni volta di una qualche incomprensibile giustizia e diventa guerra, personale o collettiva; dolore, che avvilisce la carne e lo spirito, e appare come una roulette russa per quanti, spesso appunto senza alcun senso e giustizia, ne sono colpiti mentre altri, che ci sembrano meritare di esserne messi alla prova e patirlo a punizione dei loro crimini, ne sono liberi&#8230; E poi, oggi, la crisi, virtuale e reale, spontanea e pilotata, e che è anche essa strumento per nuove forme di espressione del dominio, ormai globale, di pochi, pochissimi potenti nel mondo&#8230;</p>
<p>Natale è la rivoluzione che fa degli ultimi, dei poveri, dei bimbi malnutriti e reietti, degli umili, dei malati&#8230; i veri fortunati del mondo&#8230; perchè di Loro è il regno dei cieli&#8230; mentre a noi, se li ignoriamo, mettendo ancora in croce, e ogni giorno, il Cristo, resta il dolore eterno&#8230;</p>
<p>Vorrei abbracciarvi uno ad uno e così avvicinarmi alle guance del Bambinello, di Colui la cui Luce, sola, regala armonia ai conflitti, dona misura all&#8217;esistenza, anche quando appare priva di senso. E vorrei che questo ci renda compagni di un viaggio la cui sola difficoltà è nel nostro smarrire la consapevolezza che ciò che appare senza senso oggi è invece dono a chi sa fare della povertà, di ogni povertà, in salute, beni materiali, affetti, la propria ricchezza&#8230;</p>
<p>Auguro a tutti Voi di non smarrire mai la speranza, di avere sempre comprensione per i più piccoli, i più deboli, i più lontani, perchè il Vostro esempio sia Luce per me ed altri e diventitate voi stessi il Natale del nostro &#8220;povero&#8221; mondo&#8230;</p>
<pre style="text-align: justify;">Massimo Asero - Homoweb</pre>
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		<title>INCONTRO – DIBATTITO Catania. Prospettive per una città che cambia, dentro la crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 15:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 16 dicembre 2011 – ore 20:00 Via Enrico Pantano 42 Tanta incertezza per il futuro. Un’incertezza che pesa come un macigno su tutti noi, soprattutto sui meno fortunati della società. Si pagherà l’ingordigia della finanza che con le speculazioni tiene in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2011/12/Elco-Trony-parlano-i-lavoratori-foto1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-382" title="Elco-Trony-parlano-i-lavoratori-foto1" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2011/12/Elco-Trony-parlano-i-lavoratori-foto1-300x244.jpg" alt="" width="300" height="244" /></a><strong>Venerdì 16 dicembre 2011 – ore 20:00</strong><br />
<strong>Via Enrico Pantano 42</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tanta incertezza per il futuro. Un’incertezza che pesa come un macigno su tutti noi, soprattutto sui meno fortunati della società. Si pagherà l’ingordigia della finanza che con le speculazioni tiene in scacco il nostro Paese. Si pagherà un modo inadeguato di amministrare le risorse pubbliche. Si pagherà lo smantellamento dello stato sociale, sempre più debole.<br />
La manovra correttiva dei conti pubblici del governo Monti sottrarrà risorse agli Enti locali e ai Comuni che non potranno fare fronte a molti servizi ai cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si comporterà il comune di Catania dinanzi ai tagli? Quali spese saranno eliminate e quali salvaguardate?</p>
<p style="text-align: justify;">Una sfida che la nostra società sta affrontando è legata alla nascita di una nuova cultura civica e delle pratiche partecipative che ad essa possono fare riferimento. La sfida risiede nella possibilità di superare alcune inerzie diffuse nel contesto sociale e riuscire a generare un mutamento nelle mentalità, affinché il particolarismo “familista” si trasformi in una nuova cultura del bene comune e del rispetto della “cosa pubblica”.<br />
La cura per il bene comune, in particolare, dovrebbe essere una priorità per ogni catanese. Ciò non solo in forza di una spinta etica verso una comunità migliore ma anche perché ci conviene; conviene ad ognuno di noi investirsi per godere dei benefici di servizi ben funzionanti, di strutture adeguate, di una più vantaggiosa qualità della vita, di uno sviluppo economico capace di generare futuro e non precarietà.</p>
<p style="text-align: justify;">Il “Prezioso Avanzo”, le ACLI catanesi, LIBERA, <strong>Homoweb</strong>, il Centro Astalli, l’Associazione dei  commercianti di via Umberto “Fuori le mura” e l&#8217;ACP (Associazione Condomini Proprietari immobiliari), oltre a promuovere questo incontro, vogliono attivarsi per far crescere questa prospettiva nel tessuto vitale della società catanese.</p>
<p><strong>Interverranno:</strong><br />
CARLO PENNISI (Dip. di analisi dei processi politici, sociali e istituzionali &#8211; Università di Catania)<br />
PIERO CIRRITO (MCC &#8211; Banca del Mezzogiorno)<br />
Modera:<br />
PINELLA LEOCATA (giornalista)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2011/12/Laboratorio-sociopolitico-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-383" title="Laboratorio-sociopolitico-1" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2011/12/Laboratorio-sociopolitico-1.jpg" alt="" width="593" height="838" /></a><em>Locandina in pdf</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2011/12/Laboratorio-sociopolitico-16_12_2011.pdf">Laboratorio sociopolitico 16_12_2011</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Turista… per caso?  Homoweb propone un turismo etico a Lampedusa</title>
		<link>http://www.homoweb.it/2011/12/13/turista%e2%80%a6-per-caso-homoweb-propone-un-turismo-etico-a-lampedusa/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 15:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto e comunità]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;idea di un turismo etico nasce nel corso dell’’incontro di studio “La questione delle migrazioni nell’età della globalizzazione: problema o risorsa per l’Europa? Prospettive economiche, giuridiche ed etiche a nord di Lampedusa..” svoltosi a Catania presso l’Auditorium dei Salesiani. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2011/12/lampedusa_spiaggia2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-329" title="lampedusa_spiaggia2" src="http://www.homoweb.it/wp-content/uploads/2011/12/lampedusa_spiaggia2-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a>L&#8217;idea di un turismo etico nasce nel corso dell’’incontro di studio “La questione delle migrazioni nell’età della globalizzazione: problema o risorsa per l’Europa? Prospettive economiche, giuridiche ed etiche a nord di Lampedusa..” svoltosi a Catania presso l’Auditorium dei Salesiani. La proposta di homoweb muove dal valore politico fondamentale della virtù, le cui espressioni devono rappresentare, quali azioni esemplari, il modello di ogni comunità politica e in quanto tali dovrebbero essere accompagnate da campagne pubblicitarie e pubbliche attribuzioni di merito da parte delle comunità politiche. La non ordinaria disponibilità all&#8217;accoglienza dimostrata concretamente dalla popolazione di Lampedusa, risultante dal report della Caritas pubblicato sul nostro sito, nel riconoscere a colui che viene dal mare la sacralità che fu riconosciuta già ad Ulisse, costituisce un caposaldo della tradizione greca di cui la Sicilia è espressione ed erede &#8211; anche per il suo essere territorio circondato dal mare.</p>
<p>Per queste ragioni, al di là di un agire istituzionale ad oggi non risolutivo e poco concreto, la comunità civile è chiamata a condividere tali azioni virtuose, anzitutto evitando che esse continuino a rappresentare un costo addossato alle sole persone che li mettono in atto, finendo addirittura per mortificare la virtù che quei comportamenti esprimono.</p>
<p>Scegliere Lampedusa vuole dire decidere di trascorrere una vacanza in una delle località di mare più belle d’Europa ma anche sostenere concretamente quanti conoscono ancor oggi le virtù e scelgono di praticarle, nel colpevole silenzio della politica…</p>
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