Un lupo magro e sfinito incontra un cane ben pasciuto, con il pelo folto e lucido. Si fermano, si salutano e il lupo domanda:
– Come mai tu sei così grasso? Io sono molto più forte di te, eppure, guardami: sto morendo di fame e non mi reggo sulle zampe.
– Anche tu, amico mio, puoi ingrassare, se vieni con il mio padrone. C’è solo da far la guardia di notte perché non entrino in casa i ladri.
– Bene, ci sto. Sono stanco di prendere acqua e neve e di affannarmi in cerca di cibo.
Mentre camminano, il lupo si accorge che il cane ha un segno intorno al collo.
– Che cos’è questo, amico? – gli domanda.
– Sai, di solito mi legano.
– E, dimmi: se vuoi puoi andartene?
– Eh, no – risponde il cane.
– Allora, cane, goditi tu i bei pasti. Io preferisco morire di fame piuttosto che rinunciare alla mia libertà.
Fedro

Il problema della libertà rappresenta uno dei temi centrali attraverso i quali indagare l’identità umana. Per questa ragione abbiamo pensato di lasciare per qualche giorno il testo della favola di Fedro senza commento, in attesa delle vostre osservazioni.
La libertà è o non è un’eredità naturale dell’uomo?
C’è libertà al di là del bene e del male?
Aspettiamo le vostre osservazioni.

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