La domanda diventa obbligatoria, in questo periodo dell’anno. A fine anno, infatti,  proliferano rubriche, trasmissioni televisive e radiofoniche, pubblicazioni di ogni tipo, tutte con lo scopo di predire il nostro futuro, attraverso l’astrologia.

Qualche giorno fa sono rimasto colpito (e affondato…) da una rubrica su Radiodue dall’ironico nome “Minime astrologiche”, che ho scoperto andare in onda ben due volte al giorno, grazie anche al nostro canone. In pratica, una piccola frazione del canone che paghiamo finanzia lo stipendio di un tizio che in tre minuti scarsi comunica come andrà la giornata di questo o di quel segno zodiacale, assegnando a ciascuno dei voti come a scuola. Ma non basta: andando a spulciare il palinsesto di Radiodue, ogni sabato e domenica altri due buontemponi ci rallegrano con un’ora di spensieratezze inerenti l’astrologia e i suoi misteri. Spacciando l’astrologia per scienza. A costo di stufare ho quindi deciso di ribadire ancora una volta quanto viene affermato da anni riguardo la validità delle previsioni astrologiche.

Non è che ce l’abbia con Radiodue, il mio va considerato un controllo a campione e per caso ho trovato ben due programmi astrologici in una sola emittente. In realtà tutti i mezzi di informazione ne sono intrisi. Come è possibile che in uno dei periodi più secolarizzati, in cui tutti si ritengono fondamentalmente scettici su religione, società, organizzazioni umanitarie, politica, ci possa essere spazio per tanti creduloni?

Scienza: questa sconosciuta.

Uno dei problemi riguarda la definizione di “scienza”. Sì, perché l’astrologia viene oggi presentata come scienza e quindi dobbiamo capire se può rientrare in questa categoria. Come definire la scienza? Ogni disciplina ha un suo modo di vedere al riguardo per cui avvaliamoci di qualche definizione in qualche modo super partes. La Treccani online alla voce “scienza” recita:

Insieme delle discipline fondate essenzialmente sull’osservazione, l’esperienza, il calcolo, o che hanno per oggetto la natura e gli esseri viventi, e che si avvalgono di linguaggi formalizzati.

In questo modo, l’astrologia ha sicuramente diritto di chiamarsi scienza, visto che è basata su osservazioni ed esperienze, riguarda la natura e gli esseri viventi e si avvale di un linguaggio formalizzato. In questo modo, però, qualunque attività abbia a che fare con l’uomo ha lo stesso diritto di chiamarsi scienza, come il tentativo di portarsi a letto una bella ragazza (sebbene qualcuno si vanti di aver in effetti portato a scienza questa cosa): osservazione, esperienza, natura, esseri viventi, linguaggi formalizzati. No, non è sufficiente, dunque proseguiamo la lettura della voce della Treccani:

Fu concepita inizialmente (principalmente con Galileo) come concezione del sapere alternativa alle conoscenze e alle dottrine tradizionali (relative al modello aristotelico-tolemaico), in quanto sintesi di esperienza e ragione, acquisizione di conoscenze verificabili e da discutere pubblicamente, e quindi libera da ogni principio di autorità.

Adesso ci siamo: concezione di sapere come sintesi di esperienza e ragione mediante conoscenze verificabili e da discutere pubblicamente. E, aggiungo, pubblicamente poter confutare. Ciò non significa che una scienza dica sempre delle cose vere, ma solo che  si possano ritenere vere le affermazioni scientifiche, ottenute mediante ragionamenti ed esperienze, fin quando qualcuno non possa confutarle con analoghi ragionamenti ed esperienze. Per fissare le idee, un esempio è costituito da quanto è successo con i neutrini nei mesi scorsi. Ricordate? Un esperimento che ha luogo al CERN di Ginevra, nel più grande acceleratore di particelle mai costruito finora, il Large Hadron Collider (LHC), produce come sottoprodotto un fascio di neutrini, un tipo di particella molto peculiare che ha la massa più piccola di tutte e che viene prodotta in particolari fenomeni nucleari. Dal CERN il fascio di neutrini viene inviato attraverso la crosta terrestre (sì, i neutrini attraversano la roccia come fosse aria. E niente tunnel, con buona pace della Gelmini!) in direzione dei Laboratori del Gran Sasso per verificare le proprietà di questa particella. Un gruppo di lavoro dei Laboratori del Gran Sasso ha però riscontrato un tempo di volo dei neutrini più basso di circa 60 nanosecondi rispetto a quello che avrebbe impiegato la luce. In pratica, i neutrini impiegherebbero meno tempo della luce per coprire i 730 km dal CERN al Gran Sasso, quindi viaggerebbero a velocità superiore a quella, ritenuta finora insuperabile, della luce. Il condizionale è obbligatorio, visto che una scoperta di tali proporzioni deve essere verificata prima di assumere valore di verità scientifica. Oh, Oh. Ho detto verificata? Sì, perché la verifica è un punto fondamentale della ricerca scientifica. E’ stata data comunicazione del risultato e tutti i laboratori e gli scienziati del mondo possono e devono effettuare esperimenti per verificare, o come si dice nel linguaggio formalizzato della scienza, falsificare tale affermazione. Solo se passa indenne ad un rigoroso procedimento di falsificazione un risultato scientifico può essere considerato tale.

Falsificare un’affermazione, in questo caso,  non significa produrre un falso ma cercare in tutti i modi di dimostrarne la falsità. Quindi solo quando tutti gli scienziati che vorranno cimentarvisi proveranno l’impossibilità di confutare questa conclusione, potremo dire che è stata superata la velocità della luce.

In modo analogo, le conclusioni tratte dalla “ricerca” astrologica dovrebbe essere vagliata alla luce della sua falsificabilità. Esempio: i nati sotto il segno della Vergine (come me, ad esempio) sono generalmente ritenuti delle persone metodiche, ordinate propense alle discipline scientifiche. La prima verifica da fare è prendere un campione di persone nate sotto questo segno e vedere se il numero di scienziati tra questi è maggiore, minore o uguale a quello riscontrabile in un ugual numero di persone di segni diversi. Se è maggiore ovviamente la tesi è verificata, se è minore sarebbe verificato il contrario, ossia i nati della Vergine sono meno propensi a divenire scienziati, se è uguale la predizione non ha significato, perché il fatto di essere nati sotto quel segno non rileva ai fini della propensione personale. Naturalmente è semplicistico, ma serve per rendere l’idea.

Nessun astrologo o studioso di astrologia, che io sappia, ha mai fatto una verifica di questo tipo, ed è questo che io contesto, ai fini di definire l’astrologia “scienza”. L’obiezione tipica è che anche le scienze non esatte, come la medicina, sono ritenute scienze, sebbene molte predizioni falliscano. In realtà la medicina ha comunque un certo grado di precisione in tutti quei casi in cui la malattia è conosciuta con sufficiente precisione. In altre parole, gli errori possono derivare da una cattiva conoscenza del fenomeno studiato, dovuta alla sua complessità. Potrebbe essere il caso dell’astrologia, se non la stessero studiando dalla bellezza di più di 2500 anni, per non parlare dei precedenti studi egizi e mesopotamici. Sarebbe ora di mostrare qualche risultato.

Io, per parte mia, presenterò alcune conclusioni basate sul metodo scientifico. Come tali possono essere smentite in qualunque momento da un ragionamento logico o da un’esperienza che le confuti.

Di che segno sei?

Ho detto prima di essere del segno della Vergine, perché nato il 14 Settembre di, ahimè, 44 anni fa. Ma sono realmente della Vergine? Come viene stabilito il segno di ognuno?

Bisogna partire dal moto apparente del Sole. Tutti sappiamo che la Terra gira intorno al Sole (questo lo do per verificato..!) ma dalla Terra sembra il Sole a muoversi, quindi facciamo finta che sia lui a spostarsi nei cieli e seguiamolo nel suo moto durante l’anno. Giorno dopo giorno il Sole assume posizioni diverse nel cielo e se noi potessimo vedere le stelle anche durante il giorno, il 13 di agosto ultimo scorso il cielo intorno al sole ci sarebbe apparso così:

Questa immagine è presa da un noto software astronomico che consente di vedere la posizione nel cielo di Sole, Luna, pianeti e stelle ad una certa data ed in un certo posto nel mondo. Il programma si chiama Stellarium ed è facilmente scaricabile ed installabile. Come è facile vedere, il Sole si trova all’inizio della costellazione del Leone. Facciamo scorrere il tempo e vediamo cosa succede:

Il 29 di agosto ultimo scorso il Sole si trovava al centro della costellazione del Leone, quindi si era spostato di circa 15°. Un particolare importante. Noi vediamo il Sole spostarsi nel cielo di molto durante il giorno, ma se lo vedessimo insieme alle stelle lo vedremmo spostarsi solidalmente ad esse, come se fosse incastonato nel cielo. Il Sole appare muoversi nel cielo per ritornare nella stessa posizione rispetto alle stelle fisse dopo un anno, ossia 365 giorni e sei ore circa.

In un qualunque giorno dell’anno il Sole si troverà quindi in corrispondenza di un segno zodiacale. I segni sono 12 e suddividono tutto il giro che fa il Sole in un anno in settori di 30° ciascuno. In realtà è possibile vedere che in alcuni segni la permanenza è molto più breve, perché il Sole non passa esattamente sui segni ma leggermente spostato, in alcuni casi anche di molto. Il segno nel quale si trova il Sole nel giorno di nascita diviene il segno zodiacale del neonato.

Circa 2100 anni fa, si notò che in corrispondenza di ogni periodo di circa un mese il Sole stazionava in un certo segno: ad esempio a primavera, tra il 20 marzo ed il 20 aprile il Sole si trovava nel segno dell’Ariete e quindi i nascituri assumevano quel segno se nascevano in quell’intervallo.

Ma la precessione degli equinozi ci mise lo zampino. Infatti, la Terra, tra i suoi numerosi moti, ha anche quello di precessione, che si può visualizzare se immaginate una trottola. Quando la trottola parte, gira vorticosamente e il suo asse di rotazione resta fermo; quando però comincia a rallentare la forza di gravità comincia a tirare la trottola verso il basso e questa forza si combina alla rotazione residua generando una rotazione molto lenta dell’asse della trottola. Per mostrarla qui ho preso un file dalla pagina di wikipedia relativa alla precessione.

Per capire cosa succede alla Terra guardiamo quest’altra immagine che mostra due grandi cerchi importanti per l’astronomia, l’equatore celeste, in rosso nella figura qui sotto, e l’eclittica in verde.

Il primo rappresenta la proiezione nel cielo dell’equatore terrestre, come se dalla Terra il cerchio che individua l’equatore si ingrandisse fino a toccare la “sfera celeste”, una sfera immaginaria in cui si pensavano piantate le stelle fisse. L’eclittica è l’orbita che la Terra descrive attorno al Sole e corrisponde alla traiettoria apparente del Sole sulla sfera celeste: il Sole sembra muoversi durante l’anno tracciando proprio questo grande cerchio nel cielo. Poiché questi cerchi sono entrambi tracciati sulla sfera celeste, essi si intersecano in due punti. Questi punti corrispondono agli equinozi, che sono i giorni dell’anno in cui vi è una uguale suddivisione tra luce e buio. Ora, immaginate l’equatore celeste come fissato alla Terra: se la Terra precede come una trottola, anche l’equatore celeste si sposta con lei e poiché l’eclittica resta ferma si sposteranno i punti di contatto tra i due cerchi massimi, gli equinozi. Potete vedere questo effetto mostrato nel video  qui sotto, realizzato dal planetario di Milano.

Notate come gli equinozi si spostino, ma i mesi dell’anno no. Questo perché a noi uomini serve che a Natale nevichi, che la primavera inizi a fine marzo e che a ferragosto si vada al mare.  Quindi noi aggiustiamo il calendario in modo da correggere questi effetti. Ma nel cielo le cose cambiano: poco più avanti nel video potete vedere che mentre i mesi restano fissi rispetto agli equinozi, perché così vogliamo, lungo l’eclittica i segni zodiacali slittano rispetto agli equinozi stessi. Notate che in corrispondenza di ogni mese vi è il segno che tradizionalmente si associa ad esso. Sull’eclittica sono invece riportati i nomi delle costellazioni, che si trovano effettivamente lungo l’eclittica. Quindi, dopo un certo tempo, mentre il 20 marzo per noi resta sempre il giorno prima all’inizio della primavera astronomica, non è più il primo giorno in cui il Sole entra nell’Ariete. In pratica, le date di inizio e fine segno che vengono indicate in ogni oroscopo non sono più valide da molto tempo.  Andiamo allora a vedere dove si trovava il Sole il 14 settembre del 1967, la mia data di nascita:

Evviva, sono del Leone! Beh, non è che me ne importi molto, in effetti. Provate anche voi ad inserire la vostra data di nascita e vedere in effetti a che segno appartenete. Adesso sorge un problemino: che fine fanno tutte le ciance sulle caratteristiche generali del segno? Ossia che io, come Vergine, sono metodico e scienziato? In effetti riguardo alla scienza corrisponde, di mestiere faccio questo, ma in quanto a metodico e ordinato chiedete a mia moglie! Ma alla fine sono Vergine o Leone?

Ho dato un’occhiata alle spiegazioni date da amanti dell’astrologia e la cosa mi ha sconcertato. Pare infatti che (parole tratte da un sito e delle quali non so dirvi l’autore perché non è riportato) “L’astrologia occidentale non utilizza più lo sfondo delle stelle fisse come punto di riferimento. L’astrologia occidentale moderna usa gli stessi sistemi di riferimento dell’astronomia, divide cioè l’eclittica in segmenti che partono dall’equinozio di primavera. Sebbene questi segmenti abbiano gli stessi nomi delle stelle fisse, la precessione dell’asse terrestre fa in modo che non siano più in linea con le costellazioni omonime.” In altri termini, mentre prima l’astrologia si basava sull’effettiva posizione del Sole rispetto alle costellazioni adesso si basa solo sulle date stabilite 2000 anni fa. Vi convince?

Vi è poi un problema di fondo: l’astronomia non “divide l’eclittica” in un bel niente, visto che non si usano le coordinate eclittiche da un sacco di tempo, a favore di quelle equatoriali, basate cioè sull’equatore celeste e corrette periodicamente per la precessione, e di quelle galattiche, basate sulla posizione degli oggetti astronomici rispetto alla Galassia. Di che stiamo parlando dunque? Ma gli influssi non derivavano dalla posizione del Sole rispetto alle stelle nel momento della nascita? Ed inoltre anche la posizione dei pianeti non risulta corretta rispetto alle stelle, quindi quello che chiamano “tema di natività” è completamente sganciato dalla realtà. Ma allora su cosa è basata l’astrologia?

FINE PRIMA PARTE

Pietro Cassaro

Di admin

4 pensiero su “Ma le stelle stanno a guardare? (prima parte)”

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