Non c’è cosa più difficile che usare la parola, e solo quella, per esprimere sentimenti. Laddove il calore di un abbraccio, il trasporto di un sorriso, il contatto delle guance e lo schioccare di un bacio, aprono le porte all’integrazione, eliminano ogni distanza tra l’io e il Tu, tra me e Voi… le parole sono povere, comunque. E la parola degli uomini è ontologicamente CARENTE di fronte all’esigenza di esprimere e comprendere la Parola, il Lògos.

Natale non è una festa qualunque. Natale è l’Amore che si fa Uomo e viene in mezzo a noi, dove lo aspetta, da sempre, la croce della nostra “povera” libertà.

La nascita del Bambino è la rivoluzione, lo stravolgimento di ogni umano parametro, il dono di un senso a tutto ciò che altrimenti ne rimarrebbe privo.

Povertà, estrema, miseria che conduce alla morte creature che della Vita conoscono solo stenti e “indifferenza… globalizzata”; violenza, che si ammanta ogni volta di una qualche incomprensibile giustizia e diventa guerra, personale o collettiva; dolore, che avvilisce la carne e lo spirito, e appare come una roulette russa per quanti, spesso appunto senza alcun senso e giustizia, ne sono colpiti mentre altri, che ci sembrano meritare di esserne messi alla prova e patirlo a punizione dei loro crimini, ne sono liberi… E poi, oggi, la crisi, virtuale e reale, spontanea e pilotata, e che è anche essa strumento per nuove forme di espressione del dominio, ormai globale, di pochi, pochissimi potenti nel mondo…

Natale è la rivoluzione che fa degli ultimi, dei poveri, dei bimbi malnutriti e reietti, degli umili, dei malati… i veri fortunati del mondo… perchè di Loro è il regno dei cieli… mentre a noi, se li ignoriamo, mettendo ancora in croce, e ogni giorno, il Cristo, resta il dolore eterno…

Vorrei abbracciarvi uno ad uno e così avvicinarmi alle guance del Bambinello, di Colui la cui Luce, sola, regala armonia ai conflitti, dona misura all’esistenza, anche quando appare priva di senso. E vorrei che questo ci renda compagni di un viaggio la cui sola difficoltà è nel nostro smarrire la consapevolezza che ciò che appare senza senso oggi è invece dono a chi sa fare della povertà, di ogni povertà, in salute, beni materiali, affetti, la propria ricchezza…

Auguro a tutti Voi di non smarrire mai la speranza, di avere sempre comprensione per i più piccoli, i più deboli, i più lontani, perchè il Vostro esempio sia Luce per me ed altri e diventitate voi stessi il Natale del nostro “povero” mondo…

Massimo Asero - Homoweb

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