Print Shortlink

Anno nuovo… è tempo di cambiare il mondo!

vischioAl crepuscolo di quest’anno e con lo sguardo rivolto al prossimo, desidero condividere alcune speranze nell’augurio che l’anno nuovo ci renda più capaci di comprendere (e godere di) ogni piccola gioia che vivremo nel suo corso.

La prima speranza che nutro è quella di essere capace di cambiare il mondo; l’ho sempre avuta ma sento che adesso è il tempo di rompere gli indugi, lasciarsi alle spalle ogni paura e… agire. Non sarà possibile farlo in uno o pochi istanti, come può accadere solo nella fantasia di bambino; non lo si cambierà rendendolo un Paradiso, perché questo mondo non è il Paradiso e non potrà mai diventare ciò che non è; non lo si cambierà rendendolo un luogo di pace e nemmeno lo si cambierà tutti insieme, finalmente convinti all’unisono che un mondo migliore è il mondo migliore per ciascuno di noi, e non solo per tutti!

Non ho più dubbi: sarò capace di cambiare il mondo se sarò in grado di divenire un uomo migliore perché (biblicamente) un solo giusto è capace di suscitare amore, giustizia, salvezza per il mondo. Ormai sono consapevole che non potrò accampare alcuna giustificazione sostenendo di avere delegato politici, finanzieri, industriali, magnati, ciascuno (non tanto nel ruolo e quale concittadino ma come uomini tout court) povero e indifeso come me di fronte alla crisi ma soprattutto dinanzi a se stesso.

L’altra speranza è che ciascuno di voi possa aiutarmi a cambiare il mondo… Essere in compagnia e condividere la speranza di riuscire a divenire uomini migliori è già segno di crescita nella comprensione che la nostra esistenza è una co-esistenza, la nostra umanità è condivisa.

C’è un patrimonio inestimabile che la vita ci offre per rielaborare e riuscire a vincere le nostre incertezze, povertà, paure di non riuscire a cambiare il nostro punto di vista scettico, e per orientare il nostro metro d’azione, il nostro agire ed inter-agire. Esso è costituito dalla povertà materiale, l’indigenza, la sofferenza fisica, la solitudine, l’umiltà di quei cosiddetti ultimi che tanto spesso sono primi già su questa terra. Chi di voi ha avuto la mia stessa fortuna sa di cosa parlo: li trovate (anche nelle serate più fredde) relegati in angoli di marciapiede ma capaci di incontrare il vostro sguardo con dei sorrisi radiosi, che danno voce all’anima e stridono con le nostre solitudini, malinconie, depressioni di uomini “benestanti”.

Possa il nuovo anno portare quella luce calda nei cuori di tutti noi e renderci capaci di un agire concreto e conseguente: questo cambierà il mondo!

Share