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Le Associazioni catanesi presentano la loro proposta di regolamento per l’istituzione della Consulta dei migranti a Catania

MigrantiVentinove associazioni catanesi hanno presentato lunedi scorso la loro proposta di regolamento per l’istituzione della consulta dei migranti all’ufficio del protocollo del comune di Catania.

L’atto è il risultato di un lavoro che prende le mosse da un appello inviato all’Amministrazione comunale nel mese di novembre dello scorso anno con cui si sottolineava l’inadempienza dell’obbligo prescritto dall’articolo 6 della legge regionale n. 6 del 2011 a carico dei Comuni ove insistono comunità di cittadini residenti provenienti da paesi terzi non appartenenti all’Unione Europea di adeguare i propri statuti per istituire e disciplinare la consulta dei cittadini migranti. Il progetto di regolamento presentato a Palazzo degli Elefanti fa concretamente seguito alla pronta disponibilità manifestata dall’attuale amministrazione a confrontarsi su un testo regolamentare predisposto dalle medesime in un’ottica di collaborativa sussidiarietà.

Esprimendo una premessa in completa armonia con lo spirito che da sempre anima le iniziative e gli approfondimenti di Homoweb su tali temi, il testo elaborato dalle numerose realtà associative catanesi ha anzitutto sottolineato l’esistenza ed il radicamento nella città di Catania di diverse comunità di cittadini extraeuropei, le quali esprimono le loro identità culturali prevalentemente all’interno di soggetti associativi ma hanno ad un tempo apportato un contributo alla soddisfazione della domanda del mercato del lavoro locale e manifestato la volontà di integrarsi con la comunità dei cittadini. Inoltre, ha sottolineato l’interesse della comunità locale a porsi in continuità con la propria storia e cultura e promuovere una piena integrazione di quelle straniere con la comunità cittadina, nella consapevolezza che l’integrazione nasce dal reciproco riconoscimento delle rispettive identità culturali che entrano in dialogo e che essa è motivo di arricchimento, nel riconoscimento alle comunità chiamate ad integrarsi e ai relativi membri di diritti di partecipazione alla vita sociale e all’attività dell’amministrazione locale. Infine, ha rilevato che le comunità straniere non attivano generalmente spontanei processi di confronto e dialogo tra loro e che pertanto l’istituzione di un organismo rappresentativo di ogni comunità di stranieri e apolidi residenti nel territorio della città di Catania deve ad un tempo assicurare la partecipazione a qualunque comunità abbia i requisiti previsti dal regolamento e manifesti l’intenzione di aderire a processi integrativi strutturati e garantire una rappresentanza non direttamente proporzionale ma tuttavia coerente con la propria consistenza numerica.

In tale contesto, il significato più autentico dell’istituzione di un organismo rappresentativo dei migranti è per la città di Catania quello di entrare infine in quella rete europea di regioni ed enti locali sull’immigrazione e l’asilo, denominata ERLAI, la quale ha tra l’altro l´obiettivo di assicurare che la dimensione regionale/locale sia presa in considerazione a livello europeo nello sviluppo di strategie per l’integrazione e di creare effettive attività di networking, a livello europeo, tra attori regionali/locali al fine di informare i decisori politici europei e agevolare lo scambio di esperienze e buone prassi, oltre che di progetti ed esperienze e promuovere progetti transnazionali.

Ma soprattutto quella istituzione significa tornare a manifestare la propria naturale inclinazione all’accoglienza, che è storica ed insieme culturale, e insieme, nello spirito che è anche della ricca normativa europea richiamata nella premessa, promuovere modelli di integrazione nella più autentica consapevolezza che dei principi e valori inscritti nell’ordinamento europeo la città di Catania è chiamata ad essere istitutrice e custode, nella vocazione sussidiaria che la rende una delle più prossime porte d’accesso all’Europa per quanti migrano dalla vicina sponda africana del Mediterraneo.

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