Auguri a ciascuno degli amici di homoweb e a tutte le persone che sono loro care perché siano capaci di rinnovare la loro umanità e vivere il senso più autentico e radicale della Pasqua di Resurrezione cristiana che si celebra oggi.

Desideriamo perciò dare testimonianza della gioia inebriante che abbiamo provato ieri sera andando “Incontro al Viandante” per le strade di Catania, quando, nel salutarci, un amico, straniero, senza fissa dimora, senza più patria e con il solo cibo avuto in dono poco prima – insomma, l’ultimo dei fratelli nel quale siamo chiamati a dare da bere, da mangiare, da vestire, a confortare e pertanto RI-CONOSCERE il Re, secondo quanto Gesù dice ai suoi discepoli in Matteo, 25, 31-46 – ci ha detto: Dio vi benedica!

Nel giorno il cui ogni paura deve essere vinta, se la morte è solo la “via” per la Pasqua di Resurrezione, e dunque apre (deve aprire) le porte dei nostri cuori alla gioia (perché a fronte di un misero tempo più o meno prolungato, ma comunque destinato a “finire”, è donata l’eternità di Vita), anche, e a maggiore ragione, la Crisi, ogni crisi, economica, finanziaria, bellica, di valori e principi, non può e non deve togliere la speranza dei cristiani ma dovrebbe anzi divenire risorsa per ri-conoscere il Re in coloro che da essa sono più colpiti e umiliati nella dignità di uomini e fratelli.

La ricchezza di tanti di noi, in salute, affetti, beni materiali, cultura, lavoro è allora, almeno così mi sembra, il terreno nel quale fare fruttare i numerosi talenti (capacità d’azione) affidatici ed evitare che le nostre ricche esistenze ci conducano a perderci – ciecamente capaci di sentirci forti solo dei nostri ego – e allontanarci dalla casa del Padre… fino a rendere il nostro ingresso nel Regno della vita eterna sottratto ad ogni morte e corruzione più difficile del passaggio di cammelli per la cruna di un ago…

Desideriamo perciò, in particolare, augurare di riuscire, tutti e ciascuno, a testimoniare con l’amore di ogni prossimo la certezza che ogni crisi, per quanto naturalmente e di fatto generi sofferenza quotidiana in tante persone, quando non anche perfino miseria materiale e spirituale (e insieme amarezza ed impotenza in quanti cercano di “costruire futuro”), ha un inizio ed una fine e noi come operai bisognosi della mercede del Padrone siamo chiamati semplicemente a… costruire – pieni di incessante fede – comunità civili e politiche fondate sulla ricerca del solo bene degno di tale nome, quello che come prossimo gli uni degli altri, è comune all’intera umanità dei nostri tempi e delle generazioni future…

 

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